Il contenuto di “Non c’è Cristo che tenga”

 

Riportiamo di seguito per intero il paragrafo 1.6 del libro, dedicato alla descrizione del contenuto

1.6 Contenuto del libro


Questo libro è diviso in tre parti.


1.6.1 Prima parte: i fatti fondamentali


La critica storica degli ultimi secoli è pervenuta ad alcune conclusioni fondamentali, che godono di un consenso piuttosto ampio e autorizzano a parlare, come qualcuno ha fatto, di “Enigma Gesù”. Con tali conclusioni deve fare i conti qualunque ipotesi di sistemazione logica delle nostre conoscenze sulla figura di Gesù.


Abbiamo dedicato un capitolo a ciascuna di esse:


• Cap. 2 (“Il vuoto”): il silenzio delle fonti non cristiane del primo secolo su Gesù è pressoché completo. Come se ciò non bastasse, le fonti cristiane più antiche (Lettere di Paolo, Q e, per alcuni, Vangelo di Tomaso) tacciono sulla maggior parte degli elementi biografici su Gesù riportati dai vangeli.


• Cap. 3 (“Fictions”): una parte cospicua delle notizie su Gesù pervenuteci attraverso le fonti cristiane del primo secolo è, puramente e semplicemente, frutto della fantasia, della creatività teologica degli autori.


• Cap. 4 (“Imbarazzi”): la tradizione cristiana del primo secolo ha conservato elementi in forte contraddizione con l’immagine di Gesù che, manifestamente, quella stessa tradizione si sforza di affermare e di accrescere.


1.6.2 Seconda parte: le spiegazioni


La storia della ricerca sul Gesù storico comincia con la contrapposizione tra chi ha negato le conclusioni precedenti e chi le ha affermate. Col passare del tempo è divenuto però sempre più difficile negarle e si può forse dire che la ricerca degli ultimi decenni si è più concretamente dovuta occupare del problema di spiegarle: ogni possibile teoria sul Gesù storico non può che misurarsi oggi sulla sua capacità di dare a queste conclusioni un senso complessivo e coerente. In questa parte si passano rapidamente in rassegna alcuni degli orientamenti più rappresentativi in tal senso. Si cercherà di fornire degli elementi tramite i quali ognuno possa valutare la loro validità. Le teorie prese in considerazione sono classificabili in famiglie e ordinabili secondo uno spettro che abbiamo così definito:


• Cap. 6 (“Fondamentalisti”): le teorie cristiane fondamentaliste che attribuiscono agli scritti canonici un’ampia, se non addirittura totale, affidabilità dal punto di vista storico.


• Cap. 7 (“Teorie cristiane moderate”): le teorie cristiane non fondamentaliste (ovvero “moderate”), che cercano di salvare l’essenza dell’immagine confessionale di Gesù, pur concedendo che gli scritti canonici non possano essere interpretati come testimonianze storiche in senso stretto.


• Cap. 8 (“Le posizioni dominanti”): le teorie laiche meno radicali, che tracciano diverse figure di un Gesù, tra cui quelle di profeta apocalittico, innovatore etico e religioso, taumaturgo, con poche o nessuna concessione agli aspetti soprannaturali della sua immagine tradizionale.


• Cap. 9 (“Un Gesù anti-romano”): le teorie che, sia pure in modi e gradazioni molto differenti tra loro, rappresentano un Gesù coinvolto nella lotta di liberazione di Israele dagli occupanti romani, dunque radicalmente distante da quello confessionale.


• Cap. 10 (“Miticisti”): le teorie che sostengono la non esistenza storica di Gesù e la natura totalmente o prevalentemente leggendaria e mitologica della sua figura.



Cercheremo di illustrare come secondo noi, allo stato delle conoscenze, uno dei cinque gruppi di teorie dimostri una capacità molto maggiore degli altri di offrire una sistemazione accettabile dei dati disponibili.


1.6.3 Terza parte: cristiani di ieri e di oggi


Nelle due parti fin qui descritte accade di toccare frequentemente e inevitabilmente il tema dell’atteggiamento tenuto dai cristiani di ogni epoca nei rapporti con la loro tradizione. Ci sono così tante cose da osservare su questo argomento che ci è sembrato più opportuno raccoglierle in una terza parte del testo (Cap. 12 “Delle basi dell’edificio”, Cap. 13 “Della difesa dell’edificio”) per non essere costretti ad interrompere troppo spesso il filo logico dell’esposizione delle prime due parti.


1.6.4 Le appendici


1.6.4.1 Appendice A: Sintesi di alcuni fatti notevoli


Per evitare di appesantire il testo con continue esposizioni di nozioni fondamentali per questo campo di studi, le abbiamo concentrate in questa appendice. Chi ha familiarità con esse, può tranquillamente evitarne la lettura. Nel caso contrario potrebbe essere una buona idea darle una rapida scorsa preliminare.


1.6.4.2 Appendice B: The “I” document


Questa appendice soddisfa il requisito della trasparenza sulle motivazioni e sugli orientamenti dell’autore che ci siamo assegnato nella prefazione. Ci auguriamo che essa possa essere d’aiuto al lettore nella sua valutazione dell’attendibilità delle nostre argomentazioni.